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Magnesio, il minerale dalle infinite proprietà

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Regola i livelli di glucosio nel sangue, il battito cardiaco e la pressione sanguigna; è parte integrante del ciclo metabolico di produzione dell’energia e della sintesi proteica, lipidica e glucidica; è indispensabile per la salute delle ossa e del sistema immunitario. Rientra nella categoria di sostanze che aiutano a mantenere la normale funzionalità nervosa e muscolare.

Potremmo proseguire a lungo nell’elencare le oltre 300 reazioni biochimiche ed enzimatiche in cui è coinvolto il magnesio (Mg), sulla cui rilevanza, nell’ottica di un mantenimento ottimale dello stato di salute e dell’efficienza fisica, non sussistono dubbi, così come la scienza ha conclamato incontrovertibilmente.

Ecco perché non può in alcun modo essere trascurata, come invece spesso capita, la raccomandazione che giunge dai nutrizionisti sulla necessità di un adeguato apporto quotidiano di tale elemento (calcolato in 350 mg per l’uomo e 300 mg per la donna, la cui dose sale a 450 mg durante la gravidanza e l’allattamento), se non si vuole incorrere in tutta una serie di fastidiosi disturbi che possono sfociare in una severa degradazione delle funzioni vitali.

 

Corretta assunzione e proprietà benefiche

Il magnesio, elemento chimico facente parte della famiglia dei metalli, presente in misura considerevole in natura, ma raramente allo stato puro, è contenuto in una serie di alimenti – oltre all’acqua che beviamo, ovviamente – di facile reperibilità: noci, mandorle, banane, avocado, cereali, grano saraceno, cacao, lenticchie, verdure a foglia verde, e, anche se in misura molto minore, nelle carni e nei prodotti lattiero-caseari. A tal proposito va ricordato quanto la cottura riduca sensibilmente il contenuto di magnesio nei cibi, e che solo il 30-40% del magnesio assimilato con gli alimenti viene effettivamente assorbito a livello dell’intestino tenue.                                                                                         L’organismo umano contiene complessivamente circa 25 grammi di magnesio (è il quarto minerale per presenza), localizzati per oltre il 60% nel tessuto osseo, e poi a livello di muscoli, cervello e in altri organi quali fegato, i reni e i testicoli. Solo l’1% si trova nel circolo sanguigno.

A proposito delle influenze sulla salute, il magnesio non solo regola il battito cardiaco, ma favorisce, altresì, il mantenimento di un ph sanguigno equilibrato, mostrando anche un’azione vasodilatatrice. Sono diverse, poi, le ricerche che hanno evidenziato la stretta correlazione tra i livelli di magnesio nel sangue e il rischio di insorgenza di patologie cardiache e di ipertensione: un’alta presenza di magnesio, infatti, è in grado di ridurre il rischio di infarto, cardiopatie, aritmie.

Per ciò che attiene alla pressione sanguigna, poi, gli studi scientifici ed epidemiologici indicano in modo univoco quanto una dieta ricca di magnesio, potassio e calcio (e povera di sodio e grassi) sia capace di mantenerla nei limiti, scongiurando tutta quella serie di rischi associati all’ipertensione arteriosa.

E in tema di diabete – che com’è noto determina una produzione non adeguata di insulina, ormone rilasciato a livello pancreatico e coinvolto nella conversione degli zuccheri e degli amidi in energia imprescindibile per la funzionalità cellulare – il magnesio, è stato ampiamente palesato, influenza in positivo rilascio e attività dell’insulina.

Anche a livello nervoso ha mostrato di avere effetti benefici, con un’azione distensiva e calmante capace di attenuare l’eccitabilità di nervi, riducendo al contempo la secrezione di adrenalina.

Ed ancora, favorisce il sonno, intervenendo nella produzione della melatonina, il rilassamento muscolare, scongiurando la comparsa di crampi e lesioni, mentre, al contrario, un non sufficiente apporto di tale minerale determina un maggiore accumulo di acido lattico che si traduce nella comparsa di contratture muscolari e rigidità.

A livello gastrico il magnesio è in grado di agire sugli acidi dello stomaco, facilitare una corretta digestione e controllare la proliferazione della flora intestinale; interviene, inoltre, nel mantenimento di un giusto equilibrio ormonale, rivelandosi utile perfino nella prevenzione e attenuazione dei dolori mestruali.

Gioca un ruolo decisivo anche nel preservare la salute renale, e nella fissazione di calcio e fosforo a livello osseo e dentale, contrastando pertanto osteoporosi e carie.

 

Ipomagnesemia: sintomi e conseguenze

 I sintomi maggiormente evidenti che fungono da campanello d’allarme di una carenza di magnesio (ipomagnesemia) nell’organismo sono: nausea e vomito, diarrea, spasmi muscolari, debolezza, tremori, confusione e disorientamento, cambiamenti d’umore, ipertensione, stati d’ansia, ipereccitabilità muscolare, cefalea, vertigini, insonnia, asma, alterazioni del ritmo cardiaco, fiacchezza persistente.

L’alcolismo rientra tra le condizioni che si associano ad un deficit da magnesio, a causa dell’eccessiva escrezione renale legata all’etanolo.

La penuria può essere indotta anche da un cattivo o ridotto assorbimento a livello intestinale, come quando ci si trova in presenza di morbo di Crohn, celiachia, pancreatite, colite ulcerosa, oltre che di patologie riguardanti la tiroide.

Digiuno prolungato, intensa attività sportiva, stress psico-fisico, insufficienza renale cronica possono contribuire ad abbassare sensibilmente i livelli di magnesio all’interno dell’organismo.

Per di più, non è affatto raro che l’insufficienza di magnesio sia addebitabile alla scarsa qualità degli alimenti che ingeriamo, i quali a livello industriale subiscono raffinazioni massive che ne alterano inesorabilmente proprietà nutritive e valore biologico. Oggigiorno, difatti, la nostra dieta è sempre più condizionata dal cosiddetto cibo-spazzatura, e questo la rende poco ricca dei nutrienti nobili indispensabili al corretto funzionamento dell’intero organismo. Per questo può capitare che il fisico, a causa di tali specifiche condizioni, necessiti di un apporto aggiuntivo di magnesio rispetto a quello assunto con la normale alimentazione, e quindi risulti necessario ricorrere alla gamma di integratori a base di magnesio presenti sul mercato. Tali integratori, somministrati per via orale o endovenosa a seconda delle singole esigenze, contengono uno o più dei suoi sali, come il magnesio citrato o supremo, il magnesio carbonato, il magnesio solfato, il magnesio aspartato o il cloruro di magnesio, e consentono di evitare il deterioramento psico-fisico dovuto alla carenza dell’elemento Mg. Non appaia pleonastica, infine, la raccomandazione di affidarsi sempre ai suggerimenti di medico e farmacista in merito al consumo di integratori e di non eccedere nelle dosi consigliate, poiché anche l’ipermagnesemia (valori eccessivi di magnesio) comporta conseguenze gravi, molto simili a quelle connesse ad una condizione deficitaria di tale elemento.

 

 

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