Sostituti dello zucchero_Cliniche-Dentali-Italia
Sostituti dello zucchero: gli edulcoranti a zero calorie che non inducono carie
luglio 9, 2015
Vincere la paura per il dentista è possibile, ecco alcuni accorgimenti per sconfiggere l’odontofobia
settembre 18, 2015
Show all

La salute comincia a tavola: semplici regole per restare in forma

La salute comincia a tavola

Il senso di fame e di sazietà sono regolati da complessi processi biochimici; molto spesso si avverte fame nonostante non si sia digiuni, e ciò avviene perché sono anche gli stati emozionali che contribuiscono a stimolarla. Gli ormoni prodotti durante le diverse situazioni emotive che viviamo inducono o meno il senso di fame o di sazietà in base a come ci si sente: felici, tristi, nervosi, stressati, preoccupati, eccetera.

Dal punto di vista psicologico è grazie alla forza di volontà se riusciamo a controllare la tanto temuta fame compulsiva, la quale porta a consumare alcuni alimenti che nell’immediato “soddisfano” il palato – in modo particolare i cibi dolci – ma che certamente non aiutano la forma fisica e lo stato di salute. Per tenere a bada il senso di fame è consigliabile consumare almeno 5 pasti ridotti nell’arco della giornata, invece dei consueti 2/3 a cui siamo abituati più o meno tutti, al fine di mantenere stabile il livello di insulina nell’organismo: questo evita che si scateni quella fame da lupi che ci porta a mangiare qualsiasi cosa ci capiti sotto mano.

 

Come districarsi nella giungla delle diete?

Purtroppo le persone vogliono dimagrire in modo tempestivo: c’è la ricerca della pillola miracolosa che permetta di mangiare quanto si vuole, qualsiasi cosa, e magari allo stesso tempo dimagrire. Dimentichiamo troppo spesso che l’Italia è il paese simbolo della dieta mediterranea, l’esaltazione della corretta alimentazione, riconosciuta dalla stragrande maggioranza dei nutrizionisti come la migliore al mondo in fatto di qualità, completezza e varietà dei nutrienti apportati.

Le diete che puntano ad un dimagrimento eccessivo e rapido comportano uno scombussolamento del metabolismo decisamente dannoso per la salute. Il processo legato alla produzione dell’insulina va in tilt, e non appena si ricomincia a mangiare un po’ di più, magari pasta o pane e altri carboidrati, il pancreas riprende a produrre insulina in abbondanza, il senso di fame via via cresce e non si riesce più a limitarsi. E’ proprio questo meccanismo a determinare la ripresa repentina, spesso con cospicue maggiorazioni, dei chili faticosamente persi!

 

Alimentazione e salute orale

I cibi che comportano i maggiori effetti negativi per la salute orale sono quelli ricchi di grassi: tali grassi, infatti, vengono in parte già assorbiti dai vasi della mucosa orale, e contribuiscono ad acidificare eccessivamente la bocca. Gli enzimi amilolitici, implicati nel processo di scissione degli amidi cotti, vanno in sofferenza per questa eccessiva acidità ed hanno difficoltà ad aggredire gli zuccheri, i quali rimanendo per un tempo maggiore nella bocca determinano la proliferazione dello Streptococcus mutans, l’agente batterico responsabile della carie.

 

Raccomandazioni utili

Oggi si mangia con eccessiva fretta e si ingoia il cibo quasi senza più masticarlo, per via dei tempi sempre più ridotti che abbiamo a disposizione: è consigliabile, quindi, masticare più a lungo i cibi, altrimenti complichiamo la fase digestiva sovraccaricando di lavoro lo stomaco. Inoltre, è opportuno ricordare sempre di adottare un’alimentazione il più possibile varia, attingendo alla vasta offerta di prodotti che la nostra dieta mediterranea ci mette a disposizione. Solo una nutrizione diversificata consente di mantenere quel giusto ph all’interno della bocca che preserva dentina e papille gustative.

Bisogna ricordare, poi, di fare almeno 5 pasti al giorno, più ridotti rispetto ai 2/3 che solitamente facciamo, senza mai trascurare l’igiene orale, lavando i denti ogni qualvolta si consuma del cibo per evitare l’accumulo di placca a causa del quale si scatena il processo infiammatorio legato alla gengivite, la quale può degenerare nella parodontite e infine nella perdita definitiva degli elementi dentali.

Comments are closed.