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Allergie alimentari sempre più diffuse: è tutta colpa della scarsa qualità del cibo?

Diverse indagini epidemiologiche hanno evidenziato che solo negli ultimi 10 anni le forme di intolleranze alimentari sono raddoppiate tra la popolazione, e questo – secondo la gran parte del mondo scientifico – in larga misura è da attribuire alla scarsa qualità del cibo che ingeriamo, all’utilizzo sempre più indiscriminato di pesticidi e sostanze chimiche in agricoltura, e all’impiego da sempre tanto discusso di organismi geneticamente modificati (Ogm).

In tema di allergie alimentari, senza ombra di dubbio, quella che registra una sempre maggiore incidenza è la celiachia. Sono i dati, allarmanti, a testimoniarlo: in Italia si stima che ne sia affetto un soggetto ogni 100, pertanto potenzialmente i celiaci nel nostro paese, nonostante ne siano stati diagnosticati solo 150 mila, si attesterebbero a circa 600.000 unità. Inoltre ogni anno si registrano 10.000 nuove diagnosi di pazienti intolleranti al glutine (complesso proteico presente in diversi cereali tra cui frumento, orzo, segale, farro) con un incremento annuale che arriva al 10%.

Cause e disturbi della malattia

La celiachia, molto rara fino agli anni ’80, è una patologia causata da una reazione autoimmune al glutine che causa un permanente processo infiammatorio a carico dell’intestino tenue, con la conseguente degradazione della sua mucosa.
Nei pazienti geneticamente predisposti a tale patologia, le cellule del sistema immunitario, attivate proprio dal contatto con il glutine, aggrediscono la mucosa che riveste le pareti dell’intestino tenue, arrivando alla distruzione dei delicati villi, le strutture predisposte all’assorbimento di nutrienti e minerali.
Risulta facilmente comprensibile quanto tale danno vada ad incidere pesantemente sul fisico poiché determina sindromi da cattivo assorbimento delle sostanze necessarie al corretto funzionamento dell’intero organismo, con conseguenti stati di malnutrizione, di grado e severità variabili.

I disturbi sono molteplici, e si presentano con forme persistenti di vomito, diarrea cronica, gonfiore e dolore addominale accompagnato da crampi, irritabilità, calo ponderale e arresto della crescita.

Le diagnosi della celiachia, per via di una sintomatologia complessa, non sono sempre semplici e scontate. Avvengono con esame obiettivo dei sintomi descritti dal paziente, a seguito di ciò si decide se procedere con esami del sangue volti all’identificazione di specifici anticorpi che suonano da campanelli d’allarme, a seguito dei cui risultati si opta per la duodenoscopia con biopsia, attraverso la quale si preleva una piccolissima parte del duodeno e la si sottopone ad esame per verificare le condizioni della mucosa e dei villi intestinali.

La sensibilità al glutine non celiaca, invece, comporta la presenza di sintomi molto simili a quelli legati alla celiachia, ma non a pari livello di intensità, pertanto è una condizione di non semplice diagnosi. Può, altresì, rivelarsi una condizione transitoria e risolversi perciò dopo l’adozione di un breve periodo a regime dietetico senza glutine.

Dieta priva di glutine come unica terapia

Attualmente, l’esclusiva adozione di una dieta senza glutine (aglutinata) è l’unica alternativa possibile a garantire al celiaco un buono stato di salute e la remissione dei sintomi, oltre alla prevenzione dalle varie complicanze attribuibili alla patologia. Tale dieta prevede l’eliminazione completa dal proprio regime alimentare di tutti i cereali – e relativi derivati – contenenti per l’appunto il glutine.

Per il fatto che la farina di frumento trova un massiccio utilizzo nella nostra cucina, essendo alla base di alimenti a larghissimo consumo quali pasta, pane, pizza solo per menzionarne alcuni, la dieta dei celiaci subisce una inevitabile limitazione in particolar modo per i pasti fuori casa. Un condizionamento non trascurabile rispetto al proprio stile di vita, anche se ormai risulta chiaro a tutti quanto la sensibilità stia crescendo considerevolmente tra gli esercenti, con un numero sempre maggiore di ristoranti, pizzerie, pub e bar che garantiscono cibi e soluzione ad hoc per le persone che soffrono di tale disturbo.

Per ciò che attiene alla dieta quotidiana da seguire, i celiaci hanno una buona disponibilità in termini di prodotti e alimenti senza glutine. Vi sono i prodotti naturalmente privi di glutine (ci riferiamo a: riso, uova, carne e pesce, oltre a frutta e verdura in toto), e poi tutta quella serie di alimenti che normalmente conterrebbero glutine, ma che vengono preparati con materie prime deglutinizzate o naturalmente prive di glutine, riconoscibili sul mercato per la dicitura “senza glutine”.

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